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Considero valore
di Erri de Luca


Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.


Considero valore il regno minerale, l'assemblea delle stelle.


Considero valore il vino finché dura un pasto, un sorriso involontario, la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano.


Considero valore quello che domani non varrà più niente e quello che oggi vale ancora poco.


Considero valore tutte le ferite.


Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi, provare gratitudine senza ricordarsi di che.


Considero valore sapere in una stanza dov'è il nord, qual è il nome del vento che sta asciugando il bucato.


Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca, la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.


Considero valore l'uso del verbo amare e l'ipotesi che esista un creatore..


Molti di questi valori non ho conosciuto


Erri de Luca

Opera sull’acqua e altre poesie,
Einaudi (2002)



Il blog di robmav Minimize

Written by: Administrator Account
24/09/2009

giornali.jpg Ricevo da Gianpaolo questo bell’intervento sulla vicenda de “la Repubblica” sparita dagli scaffali della biblioteca cassanese.

“E’ la stampa bellezza”, frase-simbolo che Humphrey Bogart, nei panni del giornalista Ed Hutchinson, pronunciava nel film "L'ultima minaccia" (1952), sul tema della libertà di stampa).. Chissà quante volte e da quante persone questa frase è stata poi ripresa per sottolineare come l’informazione spesso sia scomoda e infastidisca il potere. E proprio in un altro grande film, “Quarto potere” di Orson Welles, il ruolo dei media viene definito proprio da questa capacità, potere appunto, di guidare, formare un’opinione e di condizionare scelte, idee e stili di vita delle persone. Tutte cose assodate nella nostra società la quale, come ogni democrazia liberale, fonda il proprio funzionamento sulla garanzia della pluralità di punti di vista e sulla necessaria indipendenza dell’informazione.
In Italia però da almeno una quindicina d’anni, se non di più, è sempre più evidente come indipendenza e pluralità dei media siano diventati sempre più concetti astratti. Leggendo classifiche che misurano questi gradi di libertà nel mondo, dal lavoro di Reporter sans frontiere a quello di Freedom House, è chiaro come il nostro Paese sia scivolato verso una china che lo rende “partly free” (parzialmente libero, nda) al pari di stati dove il concetto di democrazia è qualcosa di più simile al populismo che non hai dettami del pensiero di Montesquieu, di Tocqueville, di Kant o dei più moderni Rowls, Harendt e Bobbio.
Cosa ha causato tutto questo? In primo luogo lo spaventoso conflitto d’interessi che vede protagonista il nostro premier, proprietario di ben tre reti televisive nazionali, di periodici e giornali, oltre al fatto di poter condizionare i vertici della televisione pubblica proprio in qualità di capo del Governo e referente primo di una maggioranza parlamentare alla quale spettano le decisioni di nomina sui vertici della RAI. In seconda battuta, il fatto che in Italia manchi davvero una cultura politica liberale (sia a destra che a sinistra) che sappia indicare con decisione, e contestare vigorosamente, tutto ciò che contravviene a decisioni incapaci di garantire il rispetto della libera informazione.
Vicende come i silenzi dei tg nazionali sugli scandali che vedono coinvolto Berlusconi - famoso resta il servizio mandato in onda dal TG1 in cui si facevano vedere le immagini del discorso di Berlusconi al Parlamento europeo, per l’insediamento dell’Italia alla presidenza UE, senza il discorso con cui il premier dava del “kapò” al deputato Schultz e definiva “turisti della democrazia” gli altri parlamentari -, ma anche cose più sottili come il far parlare sempre e comunque i politici perché diano le loro versioni dei fatti, come se i fatti in quanto tali possano essere ridotti a opinioni, sono esempi di come all’italiano medio non vengano date notizie, ma parvenze di esse e alla fine viene squalificato il lavoro di chi fa informazione e, soprattutto, viene impedita la formazione di una corretta opinione pubblica che è il sale delle democrazie mature. In Italia stiamo vivendo un periodo di pochezza intellettuale e culturale – a dispetto del nostro passato glorioso – che porta tutti noi, o almeno la maggioranza, a non riuscire più a comprendere con i giusti termini ciò che accade intorno e a ritirarsi in un privato che sembra essere l’unica forma di rifugio sicuro e che porta al disinteresse per la cosa pubblica e l’incapacità di dare una progettualità nuova e il progresso per la nostra comunità.
Per questa ragioni e perché crediamo nel confronto, anche deciso, delle idee abbiamo criticato, e continueremo a farlo, la decisione dell’Amministrazione comunale di eliminare dalla biblioteca un quotidiano autorevole come la “Repubblica”. Si è trattato a nostro avvio di una decisione sciocca e avventata, che cela il desiderio di privare i cassanesi di uno strumento in più d’informazione e giustificata da un pretesto (quello che esistono già altri giornali “di sinistra”) in grado di rivelare la pochezza politica e culturale degli amministratori locali. Avremmo preferito vedere crescere il “parco letture” piuttosto che vederlo diminuire e a tal scopo ci siamo attivati perché quel quotidiano tornasse sugli scaffali della biblioteca. Ora vorremmo però che tutti i cassanesi che hanno a cuore il pluralismo dell’informazione, il desiderio di poter scegliere e la democrazia più in generale ci diano una mano a far sì che la “Repubblica”, così come altri giornali, tornino a essere a disposizione di tutti i cassanesi. Vi invitiamo perciò a partecipare alla sottoscrizione per donare il giornale alla biblioteca.

Gianpaolo Locatelli

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7 comments so far...

Re: Libertà di stampa

Non leggo Repubblica ma sono per la Libertà di Stampa!
Come partecipare alla sottoscrizione?

ciao d

By Davide Brevi on   25/09/2009

Re: Libertà di stampa

alla festa del paese, in piazza ci sarà un banchetto dove sarà possibile prtecipare alla sottoscrizione.

rob

By 1382055@aruba.it on   25/09/2009

Re: Libertà di stampa

Ingegner prima di proferir verbo vorrei da lei una piccola informazione... ricorda con precisione quanti cassanesi consapevolmente diedero il voto nel 2006 al cittadino Albano e quanti ne prese il di lui partito?

By Il poeta cassanese on   28/09/2009

Re: Libertà di stampa

Poeta Cassanese mi cogli impreparato. I voti per il suo partito furono pochini, 378 per la precisione, le sue preferenze non le so... mi devo informare.

By 1382055@aruba.it on   28/09/2009

Re: Libertà di stampa

Roberto, ho letto l'ultimo numero del giornalino comunale. A parte la questione grafica, che definre penosa è poco, lo stile di molti articoli è piuttosto ridondante e stucchevole (ad esempio mettere dott. ing., quando c'è già il titolo di sindaco, assessore e mettere tutto il nome sono cose che non dovrebbero essere fatte) ma ciò che più mi ha colpito è il pezzo sull'inaugurazione del nuovo municipio.
Ora senza fare salamelecchi (hai visto che non sono stato volgare) o citazioni di altra natura, però un cenno al fatto che :
1) i soldi sono arrivati grazie all'interessamento di Natale;
2) le opere e il progetto è stato redatto dalla precedente amministrazione, alla quale va il nostro grazie...
magari erano due cose da citare non credi?

By Giornalino comunale on   28/09/2009

Re: Libertà di stampa

Scusa Roby, ma ho scritto Giornalino comunale nel nome, al posto di metterlo nel titolo... l'età ;-))))

By Gian Paolo on   28/09/2009

Re: Libertà di stampa

Caro Gian Paolo, un mio scomparso e compianto docente universitario diceva sempre che quelli che mettevano molti titoli prima del nome lo facevano o per trovare il coraggio, o per cercare di nasconderlo il più possibile... :D

By Stefano Zanero on   11/10/2009

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