Sembra che nel prossimo Consiglio Comunale (che si terrà presumibilmente la settimana prima di Natale) la maggioranza abbia intenzione di approvare definitivamente il Programma Integrato di Intervento dell’area ex Veca (o ex Harry). Ho già spiegato in cosa consiste, e i motivi della mia contrarietà nel post “I soldi e il cemento”. Mi piace però spendere un po’ di tempo per spiegare come si potrebbe intervenire in modo alternativo su quest’area, recuperandola in modo equilibrato e rispondendo in questo modo anche alle esigenze del quartiere.
Ho fatto alcune ricerche ed ho trovato molte realtà, soprattutto del nord Europa dove sono stati costruiti quartieri nuovi, belli, vivibili, la cui principale caratteristica è quella dell’ecosostenibilità. Quartieri energeticamente indipendenti, con case costruite secondo le più moderne concezioni e con le migliori tecnologie ambientali. Quartieri che finiscono sulle riviste di architettura come esempi positivi da copiare.
Allora io mi chiedo: possibile che a Cassano non si possa fare qualcosa del genere? Perché non ci fermiamo un attimo, non ragioniamo con meno fervore ideologico e con un po’ più di razionalità per elaborare un progetto bello, innovativo e soprattutto condiviso dalla cittadinanza?
Potrebbe diventare un bell’esempio di riconversione in senso “ecologico” di una ex area industriale. Il privato avrebbe comunque il suo tornaconto economico e il Comune avrebbe un progetto all’avanguardia, un esempio da presentare orgogliosamente a tutti gli altri Comuni della zona.
Faccio due esempi.
1) Il quartiere Vauban a Friburgo (www.vauban.de): si tratta di un quartiere di dimensioni notevoli, molto più grande dell’area Veca, dove prima sorgeva una caserma dell’esercito. Il quartiere è stato realizzato puntando su edifici a basso consumo energetico, energie rinnovabili, mobilità ciclabile e molti spazi verdi.
2) Il quartiere residenziale “Ecolonia“ in Olanda: si tratta di un quartiere più piccolo, di dimesioni paragonabili all’area ex Veca ma realizzato con criteri completamente diversi. Anche in questo caso puntando su vivibilità e risparmio energetico. Qui c’è una scheda che descrive l’intervento.
A mio parere la cosa è assolutamente fattibile, a patto di modificare radicalmente il progetto presentato in particolate:
- diminuendo la volumetria e rivedendo la disposizione degli edifici,
- aumentando le aree standard a disposizione dei residenti,
- puntando su una edilizia a basso o bassissimo consumo energetico
- integrando meglio il progetto architettonico con il contesto nel quale viene inserito.
Non è impossibile, si tratta di metterci la volontà politica, di rinunciare ad un po’ di oneri di urbanizzazione da parte del Comune (che comunque incasserebbe alcuni milioni di euro) e di mettere da parte per un momento l’ideologia e lo scontro “a prescindere”. Anche perché se devo essere sincero l’impressione che ho avuto durante la discussione in consiglio comunale in occasione dell’adozione del Piano e che anche da parte dei consiglieri di maggioranza ci fossero delle perplessità, visto che l’unica motivazione che è stata portata a giustificazione dell’intervento è quella relativa al rispetto del patto di stabilità.
rob