Un milione di metri cubi di ghiaia da cavare, sul territorio di Casirate d’Adda, al confine con Cascine San Pietro. Questo è il regalo che il presidente Formigoni ha fatto ieri al nostro territorio (qui l'elenco delle delibere approvate ieri, la numero 11015 è quella relativa alla cava).
Come se non bastassero i disagi provocati dai cantieri delle ferrovie e della BreBeMi…
E’ un attacco continuo al territorio, che viene visto da Formigoni unicamente come una opportunità di sfruttamento economico sulle spalle delle popolazioni residenti. Sono anni che Formigoni cerca di localizzare la cava a Casirate, purtroppo ieri ci è riuscito.
Ecco come sono andati i fatti. Nel 2004 la Giunta Provinciale di Bergamo approva il Piano Cave che prevede una nuova cava a Casirate, sul confine con Cascine San Pietro (qui si può vedere la planimetria): 24 ettari, un milione di metri cubi, escavazione in falda ad una profondità di 35 metri.
Nel 2005 Formigoni fa approvare dalla Giunta Regionale il Piano e lo trasmette al Consiglio Regionale per l’approvazione definitiva. Il Consiglio Regionale però, grazie all’inteso lavoro delle minoranze, dei comitati e del comune di Casirate che produce uno studio dove viene evidenziato l’enorme impatto ambientale di questa nuova cava, decide di ELIMINARE la cava di Casirate (qui si trova tutto il piano, a pagina 118 119 la parte relativa a Casirate). I cavatori fanno ricorso al TAR e vincono. (Qui la sentenza del TAR).
La cosa singolare però è che il TAR nella sentenza non obbliga la Regione a rimettere la Cava di Casirate nel Piano, ma dice semplicemente che l’esclusione è illegittima perché non sufficientemente motivata. La regione può in ogni caso eliminare questa cava, ma la scelta deve essere correttamente motivata. Lo dice in modo chiaro:
“Orbene, di fronte a tale quadro istruttorio non sfavorevole alla realizzazione dell’ambito ed alle perplessità provenienti dal Comune di Casirate d’Adda, il Consiglio avrebbe potuto, a tutto voler concedere, disporre eventuali – e definitivi – approfondimenti istruttori, ma appare illegittima invece la scelta di disattendere completamente, senza alcuna minima motivazione, la proposta della Giunta che, fra l’altro, non era stata neppure smentita dalle risultanze istruttorie degli uffici tecnici regionali. Il presente ricorso deve pertanto essere accolto, atteso il difetto di motivazione, per le ragioni suddette, del provvedimento impugnato, con assorbimento di ogni altra censura. Per effetto della presente sentenza, resta ovviamente salvo il potere del Consiglio Regionale di determinarsi nuovamente in merito all’ATEg41 del piano cave della Provincia di Bergamo, nel rispetto però dell’obbligo di motivazione e dello svolgimento di un’adeguata istruttoria, come esposto nella presente pronuncia.”
Quindi bastava fare ciò che era scritto nella sentenza. Formigoni ha invece voluto inserire nuovamente la Cava di Casirate/Cascine San Pietro nel Piano. E i cittadini ringraziano.