Alcune associazioni e alcune forze politiche cassanesi sono intervenute sul tema dell'ordinanza sindacale sull'accattonaggio con una lettera aperta. La pubblico qui di seguito e spero che susciti un po' di discusisone e di ragionamento. Il tema è sicuramente complesso, ma non credo possa essere affrontato con iniziative estemporanee e demagogiche.
Lettera aperta agli Amministratori ed ai cittadini di Cassano d’Adda
A proposito dell’ordinanza anti-accattonaggio, promulgata dal Sindaco l’11 febbraio scorso, le sottoscritte organizzazioni esprimono le proprie gravi perplessità ed un forte disappunto, in quanto:
- non è possibile comprendere se ed, in caso affermativo, sulla scorta di quante e quali statistiche/segnalazioni, nella nostra cittadina, il fenomeno dell’accattonaggio abbia assunto i caratteri di un’emergenza tale da giustificare il ricorso a simili misure sanzionatorie da parte del Sindaco (a cui, come noto, in questo ambito, l’ordinamento riconosce poteri di ordinanza -purché adeguatamente motivata- solo “al fine di prevenire e di eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana”: art. 54 D. Lgs. 267/2000) ;
- non si capisce quali condotte “illecite” l’ordinanza in questione miri a colpire, atteso che l’accattonaggio attuato attraverso l’impiego di minori o di soggetti non imputabili è già vietato e punito (e più seriamente) dalla legge dello Stato (art. 671 del codice penale), mentre il divieto di mendicità, tanto semplice quanto “vessatoria”, già punita come reato dall’art. 670 c.p., è stato oggetto prima di declaratoria d’illegittimità costituzionale nel 1995 e, successivamente, di abrogazione integrale con la legge dello Stato n. 205/1999.
Ritengono, pertanto, l’ordinanza in esame un provvedimento, oltre che sovradimensionato rispetto alle reali esigenze del nostro territorio, inidoneo a fornire un’adeguata risposta al problema della povertà e dell’indigenza, il quale non può sicuramente essere risolto attraverso la mera repressione -con l’effetto finale di alimentare i sensi di insicurezza e di paura nella popolazione, nonché di ostilità verso gli emarginati e gli esclusi- né deve essere strumentalizzato per usi politico-ideologici.
Sollecitano quindi l’Amministrazione comunale ad entrare in contatto con le associazioni di volontariato, le organizzazioni politiche locali nonché la società civile tutta per concorrere a promuovere coesione sociale tramite:
- un serio e sereno dibattito sulla diffusione della povertà nel nostro territorio, sulle relative cause e sulle possibilità di intervento sulle stesse;
- ogni iniziativa possibile ed opportuna che miri ad alleviare e prevenire i casi di reale indigenza, mettendo in atto tutte le forme di aiuto e tutti gli strumenti di solidarietà che i cittadini cassanesi sono in grado di sviluppare a tal fine.
Auspicano, inoltre che le organizzazioni sociali impegnate nel territorio di Cassano siano sempre più interpellate e coinvolte nel confronto con l’Amministrazione, in particolare per quanto concerne la definizione delle politiche sociali locali. Tali problemi, infatti, devono essere affrontati non in termini esclusivi di ordine pubblico e di repressione, ma diventare occasione di collaborazione utile alla coesione locale, al fine di evitare la lesione dei diritti fondamentali garantiti dalla nostra Costituzione e di promuovere un’effettiva solidarietà sociale.
ANPI – ARCI – ACLI – Emergency – Associazione Amicizia Italia/Cuba – Associazione Sinistra Progresso Democratico – Partito Democratico – Federazione di SINISTRA – VERDI per Cassano