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Roberto Maviglia
19/07/2010
Giovedì e venerdì scorso c’è stato il Consiglio Comunale. Due serate di seguito non perché ci fossero molti punti all’ordine del giorno o perché fossero particolarmente complessi, ma perché giovedì sera, dopo la discussione del primo punto all’ordine del giorno, la maggioranza non aveva più il numero legale per proseguire.
E’ successo che i due consiglieri dell’UDC dopo la discussione del primo punto all’ordine del giorno hanno dichiarato di non voler partecipare alla discussione del punto successivo in segno di protesta per lo strapotere della Lega. La loro assenza, sommata alla nostra uscita dall’aula ha fatto mancare il n umero legale, per cui il presidendte ha dovuto chiudere la seduta e riconvocarla in seconda convocazione per la sera successiva.
E quando il consiglio viene convocato in seconda convocazione non è necessario il numero legale di 11 consiglieri. Il giorno dopo il consiglio si è riunito nuovamente, sono stati discussi gli ultimi punti all’ordine del giorno ed alla fine il Sindaco ha voluto fare una breve dichiarazione, seguite da un breve dibattito. Sala ha sancito in modo ufficiale che l’UDC non fa più parte della maggioranza e che alle prossime elezioni non farà parte della coalizione.
Di fatto l’alleanza che ha vinto nel 2006 non esiste più. Politicamente il fatto è sicuramente rilevante, anche perché i voto dell’UDC erano stati determinanti per la vittoria, e senza quei voti il risultato sarebbe stato diverso. I consiglieri di maggioranza però ancora una volta hanno preferito evitare di affrontare i problemi della loro colalizione, le liti perenni, i ricatti e le ripicche.
Hanno affrontato il tema come se fosse una questione di stile l’aver fatto mancare il numero legale giovedì, una questione di poco rispetto per il consiglio comunale.
Forse si aspettavano che noi facessimo finta di non vedere quello che stava succedendo e continuassimo a stare seduti come delle belle statuine in consiglio a garantire un numero legale inesistente.
Io non credo che la politica si debba fare in questo modo. L’ho detto anche l’altra sera: io ho l’abitudine di dire sempre quello che penso, e non mi piace il modo di fare politica di coloro che nell’atrio dell’aula consiliare se ne dicono di tutti i colori, e poi entrano in aula a fare la recita, a fingere di andare d’amore e d’accordo.
E’ una questione di coerenza e di sostanza, altro che quesione di stile.
Mi viene in mente una bella canzone di Ivano Fossati che diceva: “ah che disgrazia le questioni di stile…”
rob
P.S. per chi fose curioso la canzone è “Terra dove andare” e gli ultimi versi sono significativi, ma in questo caso davvero ogni riferimento è puramente casuale! ;-)
“Lui si guarda intorno e non ha già più terra dove andare
lui si guarda i piedi e non ha scarpe adatte per continuare a ballare
lui se guarda il cielo non ha santi a cui telefonare
lui se guarda il cielo, il cielo gli fa segno di andare.”
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1 Commenti
Re: Questioni di stile...
Perchè oggi si guarda ancora allo stile? E' lo specchio di quanto succede a Roma. Brancher nominato ministro del nulla solo per cercare di sfuggire alla giustizia, la legge sulle intercettazioni spacciata per un provvedimento di liberta', leggi blindate con la fiducia e sottoposte al parlamento solo per il si... e chi piu ne ha piu ne metta. Cosa vuoi che facciano i nostri miseri politicanti locali? Purtroppo la gente non segue e non vuole capire. e L'ANNo prossimo saremo da capo un'altra volta.
Da alexandro furioso a
20/07/2010
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