Sabato pomeriggio e lunedì sera ho partecipato
a due riunioni convocate per discutere il problema dell’installazione di una
antenna per telefonia mobile da parte della TIM a Cassano, in pieno centro in
via Venezia, vicino al parco dei Bersaglieri. Si tratta di una torre di 32
metri (trentaduemetri…) che sorgerà in mezzo alle case.
I cittadini si erano già mobilitati lo scorso
anni, io avevo collaborato a scrivere la petizione firmata da più di 500
cittadini ed avevo presentato una mozione in Consiglio Comunale approvata all’unanimità.
Eppure tutto questo non è bastato. E’ passato un altro anno, l’Amministrazione
Comunale non è riuscita a trovare un accordo per una collocazione alternativa,
TIM ha fatto ricorso al TAR chiedendo la sospensiva contro l’ordinanza di
sospensione dei lavori emanata dal comune e l’ha ottenuta.
Ieri sera il Sindaco dopo tanti tentennamenti
ha annunciato che il Comune farà ricorso al Consiglio di Stato contro la
sentenza (come io avevo suggerito settimana scorsa vedi l'articolo): lo ritengo un atto
doveroso in particolare verso i cittadini che rischiano di subire questo
sopruso da parte della potente società di telefonia.
Ci sono però due cose che non mi convincono in
questa vicenda.
La prima: non capisco perché l’amministrazione
ha aspettato che la cosa tornasse di dominio pubblico tramite l’articolo sulla “Gazzetta
della Martesana” prima di convocare i cittadini ed affrontare il problema.
La seconda: come è stato possibile che in due
anni non siano riusciti a trovare un accordo con la società per collocare l’antenna
da un’altra parte, lontano dalle case? Nei cinque anni in cui ho fatto l’assessore
siamo sempre riusciti a convincere le società di telefonia a collocare le
antenne lontano dalle case, anche quanto c’erano già tutti i permessi degli
enti competenti. Evidentemente questa volta qualcosa non ha funzionato.