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Considero valore
di Erri de Luca


Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.


Considero valore il regno minerale, l'assemblea delle stelle.


Considero valore il vino finché dura un pasto, un sorriso involontario, la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano.


Considero valore quello che domani non varrà più niente e quello che oggi vale ancora poco.


Considero valore tutte le ferite.


Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi, provare gratitudine senza ricordarsi di che.


Considero valore sapere in una stanza dov'è il nord, qual è il nome del vento che sta asciugando il bucato.


Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca, la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.


Considero valore l'uso del verbo amare e l'ipotesi che esista un creatore..


Molti di questi valori non ho conosciuto


Erri de Luca

Opera sull’acqua e altre poesie,
Einaudi (2002)






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Il blog di robmav Riduci

Inviato da: Roberto Maviglia
20/07/2008

obama italian supporters.jpgNegli ultimi tempi provo un senso di grande disagio nei confronti della politica nazionale e della politca locale. A livello nazionale anzichè occuparsi dei problemi (enormi) del nostro paese ci si preoccupa dei guai giudiziari del Presidente del Consiglio. A livello locale ci siamo ridotti ad avere un Sindaco che anzichè occuparsi di amministrare perde il suo tempo a vietare corsi di Yoga nei parchi (ne riparlerò presto...).
Ma il disagio è anche nei confronti del partito al quale sono iscritto e nel quale dovrei (teoricamente) riconoscermi. E' stato fatto un congresso che doveva rinnnovare, rilanciare, ringiovanire. Invece sono stati eletti vecchi personaggi ancora una volta legati a Pecoraro, che hanno grandissime responsabilità sul disastro delle ultime elezioni.
In questa situazione l'unica cosa che rimane è guardare altrove, un po' più lontano. Ieri Barak Obama è andato a Berlino. Ha pronunciato un discorso bello, coraggioso e importante; ha volato alto, ha parlato di cose importanti. So che molti sostengono che se verrà eletto Presidente degli Stati Uniti non manterrà le promesse che sta facendo. Ma ascoltando i suoi discorsi, leggendo il suo programma (per esempio sulla questione energetica dice cose che nessun politico italiano oggi è in grado di dire con altrettanta chiarezza) io mi sono convinto che invece quest'uomo potrebbe davvero cambiare il corso della storia degli Stati Uniti e di conseguenza del mondo. Mi piace crederci, nella speranza che prima o poi arrivi un Obama anche in Italia. Ascoltando il discorso di Berlino ciascuno si può fare una idea. Io voglio crederci.

"We are a people of improbable hope" .

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9 Commenti

Re: Aspettando Obama...

Purtroppo la politica italiana è allo sfascio. Questa mattina il gr1 come notizia ha detto che i costi del senato e della camera sono aumentati!!! 120 parlamentari si recheranno a Gerusalemme a spese dell'erario!!! a fare non si sa cosa!!!! I parlamentari trombati hanno diritto a viaggiare gratis!!!!alla faccia dei signori che sanno solo litigare, promettono di ridurre i costi. mentre una volta eletti non fanno nulla per migliorare.

Da un cittadino indifferente a   26/07/2008

Re: Aspettando Obama...

Roberto, oggi a pranzo ho scoperto alcune cose.... e ne sono ancora amareggiato. Una mia collega ha notato che il parcheggio sotto il centro Civico nonostante sia collaudato, fa "acqua da tutti i pori". Io credo che dovremmo cominciare proprio da noi. Fermarci qui. Per cambiare le cose è indispensabile partire dal proprio giardino. Chi ha delle responsabilità, se eventualmente ve ne sono deve farvi fronte ed è vostro compito, inteso come controllo efficace sull'amministrazione esigere che "chi sbagli paghi"!
Per non parlare poi del fatto che sempre nello stesso edificio di recentissima costruzione manca l'aria condizionata! Più che un'interpellanza sui fuochi d'artificio muoviamoci in queste direzioni! Più concrete, più degne di essere chiamate Politica. Ho visto due studenti dalle finestre che si asciugavano il sudore e studiavano al calore di queste enormi vetrate! Ragzzi trattati peggio che animali! Ti sarei grato Roberto, se potessi fare da campana di risonanza per questi avvenimenti e sarei felice se un giorno di settembre mi potessi rispondere qui dicendo che in questa guerra al pressapochismo di questa amministrazione abbiamo vinto almeno una battaglia. Spero infine che tu possa dedicare in questo sito una piccola bacheca dove segnamo le battaglie e gli obiettivi da combattere e quelli che abbiamo raggiunto! io e un gruppo di amici ci siamo attivati e ti informerò sempre puntualmente di ciò che responsabilmente scopriamo... grazie per la possibilità di informare. Cordialmente. Gino

Da Gino a   01/08/2008

Re: Aspettando Obama...

Appena torno dalle ferie ti rispondo sulla vicenda aria condizionata e sulle altre cose... ciao! rob

Da 1382055@aruba.it a   01/08/2008

Re: Aspettando Obama...

Guardi Gino - e le dò dei lei perchè quando leggo la santificazione e la mistificazione nelle sue parole la ritengo così "grande" da doverle dar del lei- VA BENE TUTTO... MA DI PRENDER LE COLPE D'ALTRI, SE COLPE CI SONO, NO.
COME LEI BEN SA L'OPERA NON E' STATA INIZIATA DALLA GIUNTA SALA. QUANDO L'AMMINISTRAZIONE SALA, DI CUI MI SENTO PARTE VISTO CHE SONO UN'ELETTA NELLA LISTA DI FORZA ITALIA, E' SUBENTRATA HA DOVUTO IMMEDIATAMENTE FARE I CONTI CON UNA DITTA (CHI HA CONTROLLATO IN FASE DI ASSEGNAZIONE DELL'ESECUZIONE DEI LAVORI? LO SCOPRA LEI ANCHE PER ME! GRAZIE) CHE CI HA MESSO CENT'ANNI - CENT'ANNI IN PIU' DI QUELLI PREVISTI DA CONTRATTO - PER CHIUDERE I LAVORI... SE COSì SI PUò DIRE...
I PARCHEGGI SONO UN DISASTRO... VERO... HO CHIAMATO PERSONALMENTE IL TECNICO INCARICATO DEL COLLAUDO PER POTERLE RISPONDER CON CERTEZZA.
PARCHEGGIO:
1) QUANDO IL TECNICO HA FATTO LA PRIMA VALUTAZIONE HA PRESCRITTO (OBBLIGO) ALLA DITTA DI SSTEMARE LE CAUSE D'INFILTAZIONE, L'HANNO FATTO SOLO PARZIALMENTE, COSA CHE E' EMERSA QUANDO E' TORNATO PER LA VERIFICA;
2) AD OGNI APPUNTAMENTO CON LA DITTA IL PROPRIETARIO NON SI PRESENTA MAI, MANDA ALTRI... E LA DITTA SEMBRA ESSERE GIA' O VERSO IL FALLIMENTO...
3) VISTA L'INDIFFERENZA OLTRANZOSA IL TECNICO HA SCRITTO ALL'AMMISTRAZIONE DI PROVVEDERE LEI STESSA PAGANDO COI SOLDI DELLA FIDEJUSSIONE CHE LE AZIENDE AGGIUDICATRICI DEPOSITANO ALLA VINCITA DELLA GARA D'APPALTO
4) LA PERDITA E' A RIDOSSO DELL'ALTRO CANTIERE... QUINDI CREDO SI STIA VALUTANDO QUALE SIA IL MOMENTO PIù OPPORTUNO PER FARE L'INTERVENTO, CHIEDA ALLA RESPONSABILE DELL'UFFICO TECNICO, ARCH. GRAZIA BARTUCCI.
ARIA CONDIZIONATA:
L'IMPIANTO NON ERA PROGETTATO CORRETTAMENTE, STA PROVVENDO L'UFFICO TECNICO NELLA PERSONA DELL'ARCH. BARTUCCI

L'OPERA NON ERA COMPLETAMENTE FINANZIATA, TANTO CHE ABBIAMO DOVUTO NOI (AMMINISTRAZIONE SALA) METTERE A BILANCIO DELLE VOCI DI SPESA CHE COPRISSERO GLI ESBORSI INDISPENSABILI PERCHè FOSSE FRUIBILE DAL PUBBLICO. IL BILANCIO E' UN DOCUMENTO PUBBLICO...NE CHIEDA COPIA, SALGA AL 3° PIANO, PORTA A SINISTRA, E CHIEDA DEL DOTT. DOLCI.
RESTO COMUNQUE E SEMPRE DELL'IDEA CHE CHI SBAGLIA DEVE PAGARE.... ACCERTIAMOCI PERò SEMPRE CHI E' IL RESPONSABILE.

Da ELEONORA CASIRATI a   19/08/2008

Re: Aspettando Obama...

Obama è bravo. E non solo per ciò che dice, ma per come lo dice. Chi ha studiato comunicazione (eh si va bene me la devo tirare almeno un po'...) sa che da Kennedy ha preso in prestito la gestualità, l'uso direzionale delle mani, le pause. E dalla più classica strategia (che ha visto trionfare anche Bush) ha ricavato discorsi ricchi di elementi simbolici ma che, all'opposto dell'attuale Presidente, non fanno riferimento a paure e timori arcaici o "diabolici", ma a speranza e voglia di riscatto. In un'America stanca e depressa (moralmente e non solo) è la ventata di "freschezza" che Obama porta con se ad averlo sostenuto sinora. In Italia, l'onda del rinnovamente è stata più volte cavalcata da personaggi differenti in momenti differenti. Chi meglio l'ha afferrata, è stato Berlusconi. Bossi, dal canto suo, è abile ad adoperarsi in continui richiami simbolici e/o a presunti desideri di riscatti del radicato "animo padano".

Per quanto mi riguarda, restando in tema e non usando maiuscole (che nelle netiquette equivalgono ad urlare), sperare che in Italia si materializzi una figura simile equivale a sperare che Giuliano Ferrara dimagrisca: decisamente improbabile. Così come lo è sperare che Obama mantenga tutte le sue promesse... perchè Obama non si finanzia da solo. Io lo spero, perchè mi piace l'idea di vedere Ferrara con una 44, ma ho il timore che poi, un giorno, l'eredità di Kennedy non si limiterà alla strategia comunicativa!

Saludos!

Da Andrea Margaritora a   19/08/2008

Re: Aspettando Obama...

Io non ho studiato comunicazione e soprattutto parlo e capisco male l'inglese, per cui avevo un po' di difficoltà a tradurre il passaggio del discorso do Obama in cui dice "We are a people of improbable hope"... una definizione che mi piace molto ma della quale non riuscivo a comprendere fino in fondo il significato. Allora ho chiesto aiuto alla mia amica Chiara, che l'inglese lo conosce bene, e mi ha scritto questo messaggio (Chiara spero che non te la prenderai se lo pubblico :-) ) "Bello ed efficace: tradurlo sarebbe tradirlo. Il senso è: siamo persone che sperano nell'impossibile, che non temono di sperare. Hope: speranza , fiducia. In Inglese sono parole con una carica emotiva molto forte." Ecco in questo momento io mi sento di sperare nell'impossibile... ovvero nel fatto che anche nel nostro paese (l'Italia, ma anche Cassano) si possa aprire una fase nuova. Rob

P.S. domani risponderò puntualmente sula questione centro civico... per fare un po' di chiarezza.

Da 1382055@aruba.it a   19/08/2008

Re: Aspettando Obama...

Visto che al lavoro non ho un cacchio da fare, mi diverto a formulare uno sproloquio fatto di qualche reminiscienza universitaria (i miei prof. Corona e Scurati mi hanno segnato) e di considerazioni personali.

Hope nell'immaginario collettivo statunitense ha una valenza molto forte: il richiamo è alle radici della cultura americana. Quelle puritane, di Boston, di Cotton Mather e William Bradford. Comprendere ciò che si nasconde dietro queste frasi, non è solo una questione di tecnicismo semantico. Così come Bush richiamava spesso parole come "evil", "wilderness", "people of God" indicando rispettivame i nemici degli USA, i loro territori e i soldati americani invati a contrastare gli antagonisti della "holy land". Perchè nell'immaginario collettivo statunitense, l'America non è nient'altro che una nuova terra promessa. Un luogo in cui, storicamente, solo 2 volte gli orrori dei conflitti e gli attacchi dei nemici hanno "osato" penetrare: la prima volta era Pearl Harbor (e sappiano tutti a quale prezzo i Giapponesi hanno pagato l'affronto). 11/9 è stata la seconda: e non poteva restare impunita (o meglio: non si poteva non trovare un capro espiatorio che catalizzasse la sete di vendetta dell'opinione pubblica). Ed è appunto in questi momenti di forte tensione sociale che l'americano medio annulla le sue differenze, i suoi contrasti interni (anche razziali) e si lancia in difesa dei tanto pubblicizzati valori democratici da lui impersonificati. Ma perchè ciò avvenga, è appunto necessario far scattare le "molle giuste". Sto semplificando, perchè il discorso sarebbe davvero molto complesso e radicato. Basti comunque pensare che per un Americano, il popolo americano è il popolo eletto... quello della rinascita, quello che si è lasciato alle spalle la corruzione politica e religiosa del vecchio continente per attraversare l'oceano sulla Mayflower e sbarcare a Plymouth. Quello della caccia forsennata al male, nel continuo (quasi che fosse una necessità fisiologica) tentativo di scovare il male (e se non c'è, di crearlo) e distruggerlo: streghe (vedi appunto Cotton Mather e le vicende di Salem), indiani (pochi sanno che quando i Pellegrini sbarcarono era pieno inverno! Avevano fatto male i conti, erano stati dimezzati da fame e malattie durante il viaggio, e se non c'erano gli indiani a insegnarli come coltivare il mais schiattavano tutti), "negri", comunisti, musulmani...

La storia si ripete, e quella americana ruota davvero intorno a pochi perni che ciclicamente vengono riattivati.

E dopo il periodo di "terrore", di paura, di ansia, è arrivato quello della speranza. Perchè se un americano è pronto a difendere gli ideali della "sua" democrazia, è anche pronto a fare marcia indietro... perchè una guerra stanca, e stanca in fretta, quando è combattuta lontano da casa e contro nemici "invisibili". Durante il Vietnam, i "musi gialli" parevano tutti uguali, nord e su vietnamiti; non si riusciva a distinguere chi era con loro da chi era contro di loro. Oggi il nemico è travestito da persona comune, da ambulante, da capo religioso, o da semplice turista... e non ha un volto perché "sono tutti uguali".

Non resta che sperare, allora! Con una speranza talmente intensa da apparire improbabile. Ma questa è la forza di un vero americano!

La forza del Self Made Man, pionieristico avventuriero in grado di varcare ogni frontiera (quella dell'oceano, quella dell'ovest, quella dello spazio) per primo e ricominciare!

Roberto, quale è stata la nostra espressione del Self Made Man? Chi è che incarna il "nostro rinnovamento"? Il mito della "Seconda Repubblica" che comanda l'Italia a bacchetta?

Dopotutto è semplice: basta avere l'immagine "dell'uomo che si è fatto da solo" (anche se poi così non è realmente... anche se a volte non basta e bisogna tirare in ballo unzioni divine o giuramente sulla prole, giusto per restare fedeli al modello americano dell'elezione divina) ed essere in grado di manipolare (ehm... volevo dire, persuadere) l'immaginario collettivo. E in Italia (specialmente, ma non solo), ogni cosa passa attreverso l'informazione, che "suggerisce" ciò che "è bene sapere" e cosa invece è necessario tralasciare: notiziabile o non notiziabile. E ormai non ci si chiede più che cosa sta succedendo in Nigeria, ma quale sarà la prossima velina.

Saludos!

PS: scusate per la noia ma almeno mi è passato un po' il pomeriggio scrivendo sta cosa...

Da Andrea Margaritora a   20/08/2008

Re: Aspettando Obama...

Andrea bella la tua interpretazione e spiegazione dell’ ”improbabile hope” di Obama, chissà se la mia amica Chiara condivide….

Mi è molto difficile passare dalle parole “alte” di Obama alle vicende cassanesi, ma devo una risposta sulla questione centro civico, perché condivido che ognuno deve prendersi le sue responsabilità non si può svicolare.


1) La ditta che ha eseguito i lavori ha regolarmente vinto un appalto pubblico, e all’atto dell’aggiudicazione aveva le “carte in regola” per fare realizzare quest’opera. I lavori sono durati tantissimo, quasi il doppio del previsto, è vero, l’hanno visto tutti. Il problema però è che alla ditta per questi ritardi non è stato fatto pagare nemmeno un euro di penale, e questa è stata una scelta dell’attuale amministrazione, non della precedente. Io da Assessore ai lavori pubblici ho sempre cercato di far rispettare i tempi, e quando questo non era possibile per responsabilità della ditta (capita spesso purtroppo negli appalti pubblici) ho preteso il pagamento delle penali. Cito un esempio: l’ampliamento della scuola materna di “Cristo Risorto”: anche il quel caso i lavori sono durati il doppio, ma la ditta ha dovuto pagare per intero la penale, e con quei soldi abbiamo potuto rifare il giardino di tutto l’asilo. Si poteva fare così anche con il centro civico, ma l’amministrazione ha deciso di concedere mille proroghe al termine dei lavori.


2) Per quanto riguarda l’aria condizionata non è corretto dire che l’impianto non era progettato correttamente. La questione è in questi termini. Siccome la realizzazione del centro civico e la ristrutturazione di palazzo Cornaggia Medici dovevano avvenire uno di seguito all’altro, e vista la vicinanza dei due edifici si era deciso di fare un unico impianto di condizionamento utilizzando una tecnica moto efficiente da un punto di vista energetico (la pompa di calore geotermica) che richiede la realizzazione di un pozzo “prendere” il fresco dall’acqua di falda. Il ritardo nella realizzazione del condizionamento nasce dal fatto che la richiesta delle autorizzazioni per scavare il pozzo è stata fatta tardi, per cui l’autorizzazione non è arrivata entro l’estate… e la biblioteca è diventata un forno. Bastava pensarci per tempo e chiedere alla ditta che sta eseguendo i lavori di ristrutturazione di palazzo Cornaggia di realizzare subito la pompa di calore, ed ovviamente chiedere per tempo le autorizzazioni.


3) Per quanto riguarda il costo dell’opera non è vero che si sono dovute mettere a bilancio delle risorse per completare l’opera. E’ vero che alcune cose erano state escluse dell’appalto (come la sistemazione interna della sala polivalente) ma questo era stato fatto di proposito, con l’intenzione di utilizzare il ribasso d’asta per realizzare quelle opere. E questo è esattamente quello che ha fatto l’amministrazione comunale che è subentrata. Come dice Eleonora i bilanci sono pubblici e si può facilmente verificare. Gli unici soldi in più che sono stati effettivamente aggiunti con l’ultima variazione di bilancio riguardano le sistemazioni esterne. Il problema è che quando si progettano le opere pubbliche bisogna rispettare i prezzi previsti dai listini della camera di commercio, che sono più alti dei prezzi reali. Questo significa che si manda in appalto un’opera stimando un certo costo che si sa già che sarà inferiore. Però per fare l’appalto è necessario che il Comune stanzi l’intera cifra, comprensiva anche del ribasso che non verrà utilizzato. La scelta di lasciare inizialmente fuori dall’appalto alcune finiture e di realizzarle dopo con il ribasso ha consentito di utilizzare in modo più efficiente le risorse del Comune. Non mi sembra una grave colpa.
rob

Da 1382055@aruba.it a   20/08/2008

Re: Aspettando Obama...

Roberto, non mi fare il gioco delle tre carte!

1)Ti passo la questione dell'aria condizionata... anzi bellissima cosa ... però bisognava dirlo agli utenti, che infatti si sono lamentati perchè quest'estate sono rimasti senza! Quindi... l'idea era bella, bellissima, quest'anno il risultato anche se atteso non ha reso felici i cittadini che dovevano essere correttam informati da chi governava allora! Era prevedibile ... se pensi che infatti i dipendenti comunali sono andati nel giugno 2008 a chiedere in biblioteca perchè non c'era l'aria condizionata ...MI dici che avrebbero dovuto ricordarsi di fare loro la richiesta? (La bibliotecaria se li voleva mangiare visti i caldi torridi subiti!!!!)
Sì perchè ATTENZIONE i politici cambiano, i dipendenti NO! La continuità dei progetti sono loro a fare sì che ci sia perchè quando uno si siede ad una scrivania nuova sì, guarda le cose da fare che sono accumulate sopra... ma chiede anche assistenza! L'affiancamento è previsto nelle aziende ... allora mettiamolo anche per i politici se non lo fanno i dipendenti!!!

2) Per il resto.... avevo già premesso nello scorso messaggio "se colpe ci sono". Questo a dire che voi avete fatto delle scelte quando eravate chiamati a farlo, noi poi abbiamo avuto i risultati delle vostre scelte e li abbiamo e li stiamo gestendo. Questo detto nel modo più sereno e oggettivo possibile, è la normalità. Ma non è che ce ne freghiamo o siamo degli idioti.... stiamo levando soldi a possibili opere nostre per finire le vostre! Direte che è doveroso certo è doveroso lo penso anch'io, però è pure doveroso che ci venga riconosciuto. E' per questa ragione che lì ho scritto in maiuscolo! Non ho voglia che si dica che siamo proprio inetti, incapaci e indifferenti .... infatti ho parlato di mistificazione e santificazione!
Stiamolo finendolo e i soldi prima non erano stati stanziati perchè l'opera fosse completa ed utilizzabile ... mancavano anche i mobili, ma non solo... porte, stipiti...e tant'altro e noi l'abbiamo fatto, basta, tutto qui.

La cosa triste, ma veramente triste, è quando i cittadini leggono "opere nostre, opere vostre" ..... le opere sono loro! Loro sono i beneficiari, i sfruitori e chi le paga pure!
Perciò scusino il "gergo politichese", ma purtroppo è così: siccome siamo votati giustamente in base a quello che realizziamo (anche se non solo) siamo un po' schiavi di questa cosa!! E CREDO GIUSTO SENTIRSI SCHIAVI DI FARE LE COSE SE AMMINISTRI. Perciò, usare i soldi di un tuo bilancio per finire opere iniziate da altri e che sempre a loro nell'immaginario colletivo sono riferite - prova il primo post a cui ho risposto -, ecco diciamo che un po' ti demoralizza perchè te ne restano meno, pochi, zero, per fare cose che hai messo nel programma con cui sei eletto! Ma c'est la vie!!!!

Da Eleonora Casirati a   21/08/2008

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