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Roberto Maviglia
21/04/2008
Il commento di Jonathan sul risultato delle elezioni mi ha spinto a scrivere alcune riflessioni. Esiste ancora uno spazio nella politica italiana per gli ambientalisti? Il risultato disastroso delle elezioni, la Waterloo della sinistra come ha scritto Jonathan, sembrerebbe dire di no, i Verdi sono spariti dal Parlamento Italiano.
Per quanto mi riguarda si è trattato di un disastro annunciato, in realtà i Verdi erano spartiti anche dalla campagna elettorale, risucchiati in un progetto politico, quello della Sinistra Arcobaleno, che non mi ha mai convinto ma che soprattutto non ha convinto gli elettori verdi. A mio parere per due motivi fondamentali:
- i Verdi devono essere un movimento che punta a governare, a proporre delle soluzioni credibili ed realizzabili ai problemi del nostro tempo: non ci si può limitare a denunciare i problemi ed a lasciare agli altri il compito di risolverli, per poter poi essere liberi di criticare ma incapaci di proporre soluzioni. La sinistra Arcobaleno al contrario si è presentata alle elezioni dicendo esplicitamente che avrebbe fatto l’opposizione…
- I Verdi devono essere un movimento moderno che guarda al futuro, alle nuove tecnologie, alla ricerca tecnologica e a soluzioni, anche in campo economico, innovative e coraggiose in una logica di tutela del nostro pianeta e della salute dei cittadini. Su questo deve basarsi la differenza con le altre forze politiche, non su concetti come la lotta di classe, il contrasto sociale, l’ideologia anticapitalista che andavano bene nel secolo scorso, ma che oggi a mio parere non possono più funzionare.
Detto questo non si può nascondere il fatto che i Verdi italiani sono stati trascinati in questo disastro da una classe dirigente che negli ultimi dieci anni è stata incapace di costruire un vero progetto politico, a partire dal Presidente – Ministro che ha trasformato questo partito in una “questione di famiglia” (basti citare il caso di suo fratello eletto senatore…).
Io credo che una presenza ambientalista serva in Italia, che vada ricostruita a partire dall’azzeramento della classe dirigente del partito (a partire da Pecoraro), da un rinnovamento profondo e da un confronto con tutte quelle forze politiche che vogliono lavorare per trovare soluzioni ai problemi del nostro paese, senza aver paura di dover per questo fare delle mediazioni.
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1 Commenti
Re: Elezioni...
Sono uno di quello che è scappato dalla Sinistra Arcobaleno. Non ho fatto voto utile anti berlusconi, che sarebbe stato peggio!
Concordo, ci vuole un rinnovamento! Un grande rinnovamento!!!
Da Davide Brevi a
07/07/2008
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