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    <title>il blog di Roberto Maviglia</title>
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    <managingEditor>robmav@tiscali.it</managingEditor>
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    <pubDate>Fri, 10 Feb 2012 11:14:15 GMT</pubDate>
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      <title>Il patto della pizza?</title>
      <description>&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;" align="justify"&gt;&lt;font size="2" face="Arial"&gt;&lt;img style="width: 100px; height: 80px;" alt="pizza.jpg" src="/Portals/0/pizza.jpg" align="left" border="0"&gt;Ieri ho appreso dalla stampa locale di avere stretto un patto con la capogruppo di Forza Italia: il “Patto della Pizza”. Perché, scrive il cronista, io ed Eleonora Casirati siamo stati visti lunedì scorso a cena in un ristorante cassanese, la “Vecchia Taverna” a chiacchierare di fronte ad una pizza. Ora al di la del fatto che a Cassano non esiste alcuna “Vecchia Taverna” (eravamo in realtà al “Vecchio Fiume”), la notizia viene presentata come un grande scoop, come se avessimo voluto fare qualcosa in gran segreto e fossimo stati scoperti. Le cose non sono andate ovviamente così, se avessimo voluto complottare in segreto avremmo scelto un altro posto in un altro paese. Chi mi conosce sa che a me piace il confronto con tutte le persone, indipendentemente dalla collocazione politica. Ed in una situazione come quella cassanese, con una crisi molto profonda della attuale maggioranza che rischia di crollare da un momento all’altro, non ci trovo niente di strano a scambiare delle opinioni sul futuro della politica del nostro Comune con esponenti della maggioranza. Magari anche solo per scoprire che abbiamo una visione diversa delle cose, oppure per rendersi conto che su molte cose le idee non sono poi così diverse e che basterebbe poco per fare delle cose positive per Cassano.&lt;br /&gt;D’altra parte sono ormai mesi che parlando con vari esponenti della maggioranza mi rendo conto che c’è un diffuso senso di preoccupazione per come sta evolvendo la situazione. Tutti sono consapevoli che così non si può andare avanti.&lt;br /&gt;Nell’articolo viene poi nuovamente citato il caso dell’elezione dei revisori dei conti, che ha visto la bocciatura del candidato sponsorizzato dal Sindaco e la presenza di tre franchi tiratori tra le fila della maggioranza. Su questo fatto è necessario però fare un po’ di chiarezza. Innanzitutto è una cosa normale e scontata che un organo di controllo come è il collegio dei revisori dei conti veda la presenza di un componente espresso dalla minoranza. In tutte le legislature precedenti è sempre successo così, nessuno si è mai sognato di metterlo in discussione: due membri espressi dalla maggioranza e uno dalla minoranza. E’ stato così anche nella precedente legislatura e il Sindaco dovrebbe ricordarselo bene, visto che era presente sui banchi della minoranza che aveva fatto eleggere la dottoressa LoVerso come revisore. Eppure, uno volta diventato Sindaco, ha deciso che no, la regola non valeva più, ed i revisori dei conti devono essere tutti espressione della maggioranza. Questo denota come minimo una carenza di senso democratico e di rispetto delle istituzioni. Il problema è che questa volta Sala ha fatto male i conti: il candidato che lui voleva eleggere come presidente del collegio dei revisori aveva infatti le caratteristiche per essere eletto presidente ma non componente del collegio, mentre tutti gli altri candidati avevano le caratteristiche per ricoprire entrambe i ruoli. Come minoranza abbiamo sfruttato questa situazione facendo confluire tutti i nostri voti, oltre che sul nostro candidato, anche su uno dei candidati espressi dalla maggioranza (diverso da quello sponsorizzato da Sala) che in questo modo ha ricevuto più voti di tutti è stato eletto presidente. Per questo motivo il candidato sponsorizzato dal Sindaco è stato automaticamente escluso non essendo stato eletto presidente e non avendo le caratteristiche per essere eletto semplice componente del collegio di revisione. Questo sarebbe successo anche se non ci fossero stati i tre franchi tiratori. In conclusione non c’è stato alcun complotto tra me e la capogruppo di Forza Italia, proprio perché grazie al meccanismo che ho spiegato sopra, il revisore dei conti proposto da noi sarebbe passato in ogni caso. Che senso avrebbe avuto fare un accordo? E’ d’altra parte evidente che se alla fine tre franchi tiratori ci sono stati è un ulteriore chiaro segno della crisi della maggioranza. E’ un problema politico che prima o poi il Sindaco dovrà affrontare. Ma rispetto al quale le serate in pizzeria non c’entrano nulla.&lt;br /&gt;</description>
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      <author>robmav@tiscali.it</author>
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      <pubDate>Mon, 26 Oct 2009 23:00:00 GMT</pubDate>
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